Quello che le donne [non] dicono

di Valeria Collevecchio

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    Sta in silenzio, non volta mai lo sguardo dall’altra parte, Mirella.

    Seduta in un cortile, ospitata da uno dei suoi vicini, guarda imperterrita la ruspa che, pezzo dopo pezzo, butta giù la sua casa, ormai irrecuperabile dopo il terremoto.

    Una palazzina degli anni Sessanta, a Cavezzo. Emilia.

     E pezzo dopo pezzo se ne va anche la sua anima.

    Non piange, o almeno ci prova.

    Gli occhi però sono gonfi  e rossi. Leggi tutto…

  • “Ma come, in un processo così importante, con tutti i parenti delle vittime di fronte, quello dorme?”

    Ce l’ha con un giudice della corte che durante l’udienza sonnecchia.

    Mi colpisce l’indignazione di questa ragazza bellissima, dagli occhi chiari, i capelli ricci ricci, la pelle bianca. E’ giovane. Molto, forse troppo.

    La incontro tra gli austeri corridoi della Cassazione durante l’ultimo atto del processo Aldrovandi.

    E’ venuta qui anche lei, come Ilaria, Lucia, Domenica, sorelle, figlie di uomini morti mentre erano nelle mani dello Stato.

    Mi dicono che si chiama Grazia, che lei è una “nipote”.

     Che da anni combatte una battaglia. Da sola. Inascoltata.

    La avvicino, e lei è un fiume in piena.

    “Abitiamo vicino Salerno, siamo decentrati, periferici, abbandonati. Mio zio era una brava persona, non aveva mai fatto male a nessuno. L’hanno lasciato morire così, dentro un ospedale, senza farcelo vedere. Legato ad un letto, mani e piedi. Ci sono le immagini, è tutto documentato”.

    Una storia mai sentita. Leggi tutto…

  • La scorgo nel piazzale della sua azienda, nella zona industriale di un paesino vicino Cento, povincia di Ferrara. Non è stato facile trovarla. E’ al telefono quando ci vede arrivare da lontano. Si mette a ridere.

     “La RAI!”, non ci può credere. Chiama tutti a raccolta, ci chiede come mai siamo arrivati fin là, cerca di convincerci che non c’è nulla di strano, nulla di speciale, in quel piazzale. A parte il fatto che tutti, qui, sorridono. E dopo una settimana di pianti, di disperazione, di lutto, di paura, girando tra i borghi distrutti dal terremoto di questa Emilia, lei non sa, non può capire quanto faccia impressione, finalmente, vedere qualcuno sorridere. Leggi tutto…

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