Questa è la storia di una donna coraggiosa e forte, emotiva e piena di speranza, Lea Garofalo. E di sua figlia Denise che della madre ha preso la voglia di vivere ed il coraggio di denunciare la violenza mafiosa.
“Mi chiamo Cosco, ma mia mamma voleva cambiarmi il cognome, voleva che mi chiamassi come lei, Garofalo, ma non ha fatto in tempo”.
Denise non ama quel suo cognome, ma il suo non è un rifiuto dei parenti, degli amici, della Calabria dove è nata 20 anni fa e che, comunque, le manca. Il suo cognome, è purtroppo il segno del suo dramma, del suo coraggio, del suo dolore e della sua forza.
E anche della sua speranza di ricostruire presto una vita da giovane come le altre.
Le hanno ucciso la madre, Lea Garofalo, testimone di giustizia, hanno sciolto il suo corpo nell’acido.
E ad ucciderla, scrive una sentenza, è stato suo padre, Carlo Cosco, con la complicità della sua famiglia e dell’unico ragazzo cui abbia dato confidenza e per la quale abbia sentito sentimenti di affetto vero, l’unico di cui si fidava, ma che invece l’ha usata come esca. Leggi tutto…